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Aplachkina, Bibic, Bracy, Cerry, Weir: che Palio da record!

di Luca Perenzoni (FIDAL Trentino)

Weir fa 21,37 nel peso, Bracy infiamma il rettilineo sfatando il tabù in 9″98, Cherry vola con 44″55 nel giro di pista ed i 3000 fanno scintille con Aplachkina e Bibic; Tamberi infiamma la folla ed è secondo con 2,25; quarto posto per Yeman Crippa.

Un Palio da Record. A forza cinque. L’edizione 2021 del Palio Città della Quercia, la numero 57 della sua gloriosa storia, ha saputo regalare una cinquina di primati a cominciare dal storico primo sub10 nei 100 metri, a firma di Marvin Bracy, statunitense che si trastulla con il football americano e capace di piazzare un 9″98 che ha consentito di abbattere un tabù che sembrava non voler cadere mai.
Doveva arrivare questo 2021 di un’atletica da ricordare sotto ogni punto di vista per riscrivere primati lontani, come quello dei 400 metri che perdurava da oltre 4 decenni, prima dell’arrivo di Michael Cherry, campione olimpico a Tokyo con la 4×400 a stelle e strisce e prim’attore a Rovereto con un 44″55 che si inserisce tra i risultati più prestigiosi della serata insieme al 21,32 di un Zane Weir formato olimpico e al doppio acuto nei 3000 metri, con la russa Svetlana Aplachkina ad aprire le danze in 8’39″95 ed il  serbo Elzan Bibic a firmare l’ultima gara del programma in 7’39”45, con Yeman Crippa quarto sul piede del 7’42”81. E’ stato in definitiva il Palio dei record, cinque come i trionfi azzurri a Tokyo in questo 2021 davvero esaltante su ogni fronte.

E’ e doveva essere il Palio di Gimbo Tamberi che ha fatto di tutto per regalare la gioia del successo al folto pubblico roveretano. Uno show, a prescindere da misure e piazzamenti. Corre verso il pubblico dello stadio Quercia, manda baci a chiunque, ringrazia di cuore. Gimbo Tamberi si gode questa medaglia d’oro olimpica e fa bene. Al Palio della Quercia trova un avversario vero, solido, nello statunitense Shelby McEwen. L’azzurro delle Fiamme Oro non sbaglia mai fino a 2,25 (ok 2,15, 2,19 e 2,22) misura che invece gli costa un primo errore e che funziona alla seconda. Il percorso di McEwen, al contrario, è impeccabile anche a 2,25 e 2,28. Così il campione olimpico decide di “passare” il ventotto e salire direttamente a 2,30.

Quota che stasera non riesce a superare, seppur con ottimo riscontro alla terza prova. Termina al secondo posto, ma oggi contava soprattutto regalare i propri salti e tutta la propria energia ai tifosi trentini impazziti di gioia ad ogni tentativo. Si rivede in gara l’ucraino Bohdan Bondarenko, terzo con 2,22, stessa misura del bielorusso Andrei Churyla (quarto), quinto l’altro bielorusso Dzmitry Nabokau (2,19). “Sono esausto, non vedo l’ora di staccare, ma lo dovevo a questo pubblico fantastico”, le parole del 29enne marchigiano che tornerà in pedana domenica a Chorzow, in Polonia, quindi nella finale della Diamond League a Zurigo (8-9 settembre), per completare una stagione da sogno.

Svetlana Aplachkina (Valeria Biasioni / FIDAL Trentino)
Marvin Bracy (Valeria Biasioni / FIDAL Trentino)
Michael Cherry (Valeria Biasioni / FIDAL Trentino)
Elzan Bibic (Valeria Biasioni / FIDAL Trentino)

WEIR NON SI FERMA – Non si ferma più, Zane Weir. Sesta gara dell’anno oltre i ventuno metri, la quarta consecutiva, considerando la qualificazione (21,25) e la finale di Tokyo (21,41), poi la Diamond League di Losanna (21,20). A Rovereto il quinto classificato dei Giochi Olimpici è il padrone del peso, al termine di un botta e risposta nell’ultimo turno di lanci. Lo sfida il neozelandese Jacko Gill, 21,20, in extremis: la risposta dell’azzurro dell’Enterprise Sport&Service non si fa attendere, è un 21,32 che gli consegna la vittoria e che migliora il 21,17 già ottenuto al terzo lancio. Quarto Leonardo Fabbri (Aeronautica, 20,06). 

D’interesse gli 800 metri. Non è più una sorpresa Catalin Tecuceanu (Silca Ultralite Vittorio Veneto), il mezzofondista romeno in attesa della cittadinanza italiana dal 2018: impressionano però i miglioramenti e la capacità di lettura tattica del 21enne di Trebaseleghe, in provincia di Padova, sceso stasera a un 1:45.19 pieno di prospettive, oltre mezzo secondo di progresso rispetto all’1:45.74 di Lignano Sabbiadoro. Piegata la coppia britannica formata da Elliot Giles (1:45.58) e Jake Wightman (1:46.00). Mai in gara il campione europeo U23 Simone Barontini (Fiamme Azzurre), soltanto 1:53.44 (decimo).

Yeman Crippa nella foto di Valeria Biasioni / FIDAL Trentino

Buone le prove delle azzurre Elena Bellò ed Eloisa Coiro, entrambe portacolori delle Fiamme Azzurre: la vicentina si esprime in 2:01.44 (settima), la romana ritocca il primato personale con 2:02.02 (nona), nella serata della keniana Mary Moraa (2:00.40). In due sotto i tredici secondi nei 100hs: la vittoria è per la polacca Klaudia Siciarz (12.95/-0.2), un centesimo meglio della britannica Cindy Sember (12.96). Indietro, ottava, l’azzurra Elisa Di Lazzaro (Carabinieri, 13.62). Al maschile, nei 110hs, prevale il bronzo olimpico Ronald Levy (Giamaica) con 13.37 (+0.1). Quinto Hassane Fofana (Fiamme Oro) fermo a 13.95.

GIAVELLOTTO DIAMOND – Per una serata, lo storico appuntamento di Rovereto brilla ancora di più, onorato dalla Wanda Diamond League di una gara del massimo circuito mondiale: è quella del giavellotto femminile, non disputata nelle tappe cinesi cancellate dal calendario e ricollocata nell’evento dello stadio Quercia. Lanci importanti perché in palio c’erano punti per la finale di Zurigo. Ed è uno show firmato Christine Hussong: la campionessa d’Europa trova la miglior spallata a un notevole 66,06, al quinto turno. Nella “finale a 3” si qualificano anche la lettone Lina Muze (63,42) e la ceca Nikola Ogrodnikova (60,87), non il bronzo olimpico Kelsey Lee-Barber (Australia, quarta con 60,72). La classifica non cambia nel lancio conclusivo, quella determinante, come da regolamento Diamond: Hussong 58,14, Muze 57,44, Ogrodnikova 55,27. Nona con 53,53 Carolina Visca (Fiamme Gialle). Negli altri concorsi del Palio, lungo maschile a Steffin McCarter (Stati Uniti) con 7,90 (-1.1), triplo donne a Thea Lafond (Dominica) con 14,33 (-0.1).

E nella serata delle stelle, c’è spazio anche per il gioiello di casa Simone Valduga (Us Quercia Trentingrana) che prima di ricevere il Premio Casse Rurali Trentine si è tolto il lusso, da under 18, di trionfare nei 1500 metri under 23 che ha anticipato le sfide stellari: 3’50″39 è il nuovo primato personale del diciassettenne di Besenello.

 

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